L'Uganda, mercoledì 27 maggio, ha preso una decisione urgente che prevede la chiusura temporanea delle sue frontiere con la Repubblica Democratica del Congo, nell'ambito di rigorose misure precauzionali per ridurre la diffusione del virus Ebola, recentemente scoppiato nel paese vicino.
Diana Atwine, funzionaria del Ministero della Sanità ugandese, ha spiegato durante una conferenza stampa che la decisione è entrata in vigore immediatamente dopo l'annuncio, sottolineando che le eccezioni rimarranno limitate e includeranno solo le squadre di risposta sanitaria autorizzate, le operazioni umanitarie, oltre al trasporto di cibo e merci, secondo precise condizioni sanitarie che richiedono controlli medici obbligatori. La stessa funzionaria ha sottolineato che tutti coloro che tornano in Uganda dalla Repubblica Democratica del Congo saranno sottoposti a isolamento sanitario per 21 giorni, sotto la supervisione di equipe mediche specializzate, come misura preventiva per evitare la trasmissione dell'infezione all'interno del paese. In parallelo, il Ministero della Sanità ha sottolineato il ruolo dei media nella lotta contro l'epidemia, imponendo ai vari media nazionali di dedicare 30 minuti al giorno durante le ore di punta per sensibilizzare sui rischi della malattia Ebola e sui modi per prevenirla. Questa decisione fa seguito alla registrazione di sette casi confermati in Uganda, dall'annuncio dello scoppio dell'epidemia il 15 maggio nella provincia di Ituri, nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo, dove i contagi sono dovuti alla variante "Bundibugyo" del virus Ebola, noto per la sua pericolosità e la sua rapida diffusione.





