HIBAPRESS – Mohamed Zeriyouh
Nel mezzo delle tensioni geopolitiche nella regione del Mediterraneo occidentale, un recente studio accademico pubblicato dalla rivista "Peace & Security – Paix et Sécurité Internationales" ha rivelato una profonda lacuna strategica nell'approccio spagnolo ai dossier nella regione dello Stretto di Gibilterra.
Secondo il ricercatore Alejandro del Valle Gálvez, Madrid soffre della mancanza di una "visione integrata" in grado di conciliare i suoi interessi di sicurezza e politici con le complessità del vicinato regionale, in particolare in dossier estremamente sensibili come la situazione di Ceuta e Melilla occupate e la questione del Sahara.
Lo studio ritiene che la confusione nella diplomazia spagnola sia chiaramente emersa nei cambiamenti di posizione nei confronti del conflitto del Sahara; dove il sostegno del governo spagnolo all'iniziativa marocchina di autonomia nel 2022 ha causato scosse negli equilibri delle relazioni trilaterali tra Madrid, Rabat e Algeri.
Questo cambiamento, secondo l'approccio accademico, riflette la mancanza di una politica estera coerente che non si limita a reazioni immediate, ma stabilisce una visione a lungo termine dello spazio strategico che collega la Spagna al Nord Africa.
Per quanto riguarda le due enclavi occupate, Ceuta e Melilla, lo studio indica che sono passate da un semplice retaggio storico a un "nodo di sicurezza" nei calcoli strategici spagnoli ed europei. Le due città non sono più solo confini amministrativi, ma sono diventate il fulcro di accesi dibattiti sulla sicurezza nazionale, la gestione dell'immigrazione e la cooperazione regionale, dossier che gli eventi del maggio 2021 a Ceuta hanno dimostrato essere in grado di destabilizzare la regione e fare pressione sulle articolazioni della politica spagnola.
Lo studio sottolinea che gli eventi del 2021 non sono stati un semplice incidente, ma sono stati un "campanello d'allarme" che ha spinto Madrid a rivalutare l'importanza geopolitica delle due città come frontiere esterne dell'Unione Europea.
Tuttavia, il ricercatore ritiene che l'approccio spagnolo sia ancora incapace di superare la "logica delle crisi", esortando alla necessità di integrare Ceuta e Melilla in una visione economica e geopolitica più ampia, che superi la ristretta dimensione di sicurezza che le ha ridotte a un dilemma legato all'immigrazione.
Questa visione non è separata dall'assoluta importanza strategica dello Stretto di Gibilterra come uno dei più importanti corridoi marittimi internazionali del mondo. La posizione vitale dello stretto, e le strutture militari e i porti chiave che contiene, impongono – secondo lo studio – l'adozione di un approccio globale che riconosca che qualsiasi fallimento nella gestione di questa regione si estende per includere la sicurezza regionale e la sovranità europea, il che richiede una strategia basata sul consenso politico interno in Spagna per prima cosa.
Nelle sue conclusioni, il ricercatore chiede la necessità di evocare la "dimensione europea" in modo più intenso nella regione dello stretto, sottolineando che la stabilità degli interessi spagnoli dipende dalla capacità di Madrid di formulare una politica estera a lungo termine, che non si limiti al controllo delle frontiere, ma che rafforzi la presenza europea e i ruoli delle città all'interno dello spazio regionale, garantendo la trasformazione di questo "corridoio strategico" da una zona di tensione permanente a uno spazio di cooperazione strategica stabile.





