HIBAPRESS – Abdellatif El Baz
Con l'annuncio della Corte Suprema saudita della conferma dell'avvistamento della luna crescente del Ramadan e la determinazione di domani come il primo giorno del mese nel Regno dell'Arabia Saudita, diversi centri islamici in Europa si sono affrettati ad adottare la stessa decisione. Tuttavia, la scena italiana non era unanime, poiché alcuni enti hanno scelto di annunciare giovedì l'inizio del digiuno, in una scena che riflette una divisione che si ripete anno dopo anno.
In Italia, dove non esiste un'autorità religiosa unificata che rappresenti tutti i musulmani, la comunità è divisa tra diverse federazioni e istituzioni, tra cui l'Unione delle Organizzazioni e delle Comunità Islamiche in Italia, oltre ad altre istituzioni legate a grandi moschee come la Grande Moschea di Roma. Questa pluralità, pur riflettendo una diversità culturale e dottrinale, si trasforma ad ogni stagione del Ramadan in una fonte di pubblica confusione sulla determinazione dei primi giorni di digiuno. La divergenza in sé non è nuova nella giurisprudenza islamica, tra chi si basa sulla visione visiva locale, chi tiene conto dei calcoli astronomici e chi collega l'annuncio a un determinato paese. Ma il problema, nel caso italiano, va oltre il dibattito scientifico per la mancanza di un chiaro coordinamento istituzionale, che pone le famiglie musulmane di fronte a due opzioni nella stessa città: moschee che iniziano il digiuno giovedì e altre venerdì. Questa realtà solleva seri interrogativi sulla responsabilità dei leader religiosi nella gestione del conflitto. La comunità musulmana in Italia, che affronta le sfide dell'integrazione e della rappresentanza legale e sociale, sembra aver bisogno di un discorso unificato e di meccanismi di consultazione più efficaci, non di una divisione che si ripete ogni anno e ne indebolisce l'immagine agli occhi dell'opinione pubblica. Il Ramadan è un'occasione unificante, che dovrebbe rafforzare lo spirito di solidarietà e coesione all'interno della comunità musulmana. Tuttavia, la persistenza di questa divergenza nell'annuncio del suo inizio rivela un difetto organizzativo più profondo, che richiede un trattamento istituzionale serio, che bilanci il rispetto per l'interpretazione giuridica e il mantenimento dell'unità. La luna crescente è una, ma la decisione in Italia è ancora più di una.





